Ambiente a bassissima umidità con dew point −40 °C, precamera dedicata e integrazione per attività di ricerca su materiali sensibili
Il Disgelo ha progettato e realizzato per l’Università di Bologna una Dry Room custom da circa 22 m³, installata presso il Centro Ricerche Energia, Ambiente e Mare di Marina di Ravenna, sviluppata per attività di ricerca che richiedono condizioni ambientali estremamente secche e controllate.
La soluzione è stata progettata per mantenere una temperatura interna di circa +25 °C e un dew point di −40 °C in tutto l’ambiente, con una precamera dedicata per l’ingresso degli operatori e delle attrezzature e un sistema di trattamento aria sviluppato per limitare l’ingresso di umidità durante le fasi operative.
Soluzione sviluppata
La Dry Room è realizzata mediante pannellatura isotermica sandwich modulare con isolamento in poliuretano espanso ad alta densità e pavimento coibentato con finitura in alluminio mandorlato antiscivolo.
All’interno della struttura è stata integrata una precamera per consentire l’accesso controllato di persone e materiali, riducendo l’impatto delle aperture sulle condizioni termoigrometriche della camera principale.
Il sistema di essiccazione utilizza un rotore a silica gel autorigenerante, combinato con trattamento aria a espansione diretta, batterie di pre-cooling e post-cooling e distribuzione mediante canali microforati a soffitto. La camera viene mantenuta in leggera sovrapressione per limitare l’ingresso di aria umida dall’esterno.
La soluzione è progettata per garantire:
- ambiente controllato con dew point fino a −40 °C;
- temperatura interna mantenuta a circa +25 °C;
- bassissimi livelli di umidità relativa;
- distribuzione uniforme dell’aria mediante canali microforati;
- leggera sovrapressione interna per limitare le infiltrazioni di umidità;
- precamera dedicata per l’ingresso controllato di operatori e materiali;
- gestione automatizzata dei flussi d’aria della precamera;
- possibilità di effettuare cicli di lavaggio aria prima dell’accesso;
- sistema di essiccazione a rotore silica gel autorigenerante;
- trattamento aria con pre-cooling e post-cooling;
- predisposizione per collegamento a glove box esterna;
- zona dedicata alla manipolazione di campioni contenenti piccole quantità di solventi;
- monitoraggio continuo di temperatura e dew point;
- registrazione dei parametri di processo;
- supervisione remota tramite Ethernet e VNC Viewer.
Dati tecnici principali
- volume utile: circa 22 m³;
- dimensioni esterne: circa 2540 × 3740 × 2610 mm;
- dimensioni interne camera principale: circa 2400 × 3600 × 2470 mm;
- dimensioni interne precamera: circa 1200 × 1400 × 2470 mm;
- temperatura interna: +25 °C;
- stabilità temperatura: ±1,5 °C;
- dew point: −40 °C nell’intero ambiente;
- umidità relativa: circa 0,4% RH;
- stabilità umidità: ±1%;
- pressione interna: circa +5 Pa;
- isolamento: poliuretano espanso, spessore circa 70 mm;
- densità isolamento: circa 42 kg/m³;
- pavimento: coibentato con finitura in alluminio mandorlato antiscivolo;
- luce utile porte: circa 900 × 1200 mm;
- gruppo frigorifero: compressore semi-ermetico Dorin da circa 7,5 HP;
- refrigerante: R134A;
- trattamento aria: UTA con pre-cooling, post-cooling e filtri dedicati;
- sistema di essiccazione: rotore a silica gel autorigenerante;
- umidità assoluta aria essiccata: fino a circa 0,05 g/kg;
- illuminazione interna: LED, circa 500 lux;
- alimentazione: 400 V ±10%, 3PH + N + T, 50 Hz;
- potenza massima installata: circa 55 kW, oltre alla potenza disponibile per le prese elettriche;
- controllo: touch panel e PLC con logica PID;
- registrazione dati: file CSV esportabili tramite USB;
- supervisione: Ethernet e VNC Viewer.
Risultato
Il progetto ha permesso all’Università di Bologna di disporre di un ambiente di ricerca a bassissima umidità, progettato per mantenere stabilmente un dew point di −40 °C e condizioni controllate durante le attività sperimentali.
L’integrazione di precamera, sistema di essiccazione a rotore, distribuzione dell’aria microforata, sovrapressione controllata e predisposizioni per glove box e manipolazione di campioni consente di gestire in modo flessibile attività su materiali sensibili all’umidità, mantenendo continuità e stabilità delle condizioni ambientali.