Dry Room Custom da 22 m³ per l’Università di Bologna

7 settembre 2023

Ambiente a bassissima umidità con dew point −40 °C, precamera dedicata e integrazione per attività di ricerca su materiali sensibili

Il Disgelo ha progettato e realizzato per l’Università di Bologna una Dry Room custom da circa 22 m³, installata presso il Centro Ricerche Energia, Ambiente e Mare di Marina di Ravenna, sviluppata per attività di ricerca che richiedono condizioni ambientali estremamente secche e controllate.

La soluzione è stata progettata per mantenere una temperatura interna di circa +25 °C e un dew point di −40 °C in tutto l’ambiente, con una precamera dedicata per l’ingresso degli operatori e delle attrezzature e un sistema di trattamento aria sviluppato per limitare l’ingresso di umidità durante le fasi operative.

Soluzione sviluppata

La Dry Room è realizzata mediante pannellatura isotermica sandwich modulare con isolamento in poliuretano espanso ad alta densità e pavimento coibentato con finitura in alluminio mandorlato antiscivolo.

All’interno della struttura è stata integrata una precamera per consentire l’accesso controllato di persone e materiali, riducendo l’impatto delle aperture sulle condizioni termoigrometriche della camera principale.

Il sistema di essiccazione utilizza un rotore a silica gel autorigenerante, combinato con trattamento aria a espansione diretta, batterie di pre-cooling e post-cooling e distribuzione mediante canali microforati a soffitto. La camera viene mantenuta in leggera sovrapressione per limitare l’ingresso di aria umida dall’esterno.

La soluzione è progettata per garantire:

  • ambiente controllato con dew point fino a −40 °C;
  • temperatura interna mantenuta a circa +25 °C;
  • bassissimi livelli di umidità relativa;
  • distribuzione uniforme dell’aria mediante canali microforati;
  • leggera sovrapressione interna per limitare le infiltrazioni di umidità;
  • precamera dedicata per l’ingresso controllato di operatori e materiali;
  • gestione automatizzata dei flussi d’aria della precamera;
  • possibilità di effettuare cicli di lavaggio aria prima dell’accesso;
  • sistema di essiccazione a rotore silica gel autorigenerante;
  • trattamento aria con pre-cooling e post-cooling;
  • predisposizione per collegamento a glove box esterna;
  • zona dedicata alla manipolazione di campioni contenenti piccole quantità di solventi;
  • monitoraggio continuo di temperatura e dew point;
  • registrazione dei parametri di processo;
  • supervisione remota tramite Ethernet e VNC Viewer.

Dati tecnici principali

  • volume utile: circa 22 m³;
  • dimensioni esterne: circa 2540 × 3740 × 2610 mm;
  • dimensioni interne camera principale: circa 2400 × 3600 × 2470 mm;
  • dimensioni interne precamera: circa 1200 × 1400 × 2470 mm;
  • temperatura interna: +25 °C;
  • stabilità temperatura: ±1,5 °C;
  • dew point: −40 °C nell’intero ambiente;
  • umidità relativa: circa 0,4% RH;
  • stabilità umidità: ±1%;
  • pressione interna: circa +5 Pa;
  • isolamento: poliuretano espanso, spessore circa 70 mm;
  • densità isolamento: circa 42 kg/m³;
  • pavimento: coibentato con finitura in alluminio mandorlato antiscivolo;
  • luce utile porte: circa 900 × 1200 mm;
  • gruppo frigorifero: compressore semi-ermetico Dorin da circa 7,5 HP;
  • refrigerante: R134A;
  • trattamento aria: UTA con pre-cooling, post-cooling e filtri dedicati;
  • sistema di essiccazione: rotore a silica gel autorigenerante;
  • umidità assoluta aria essiccata: fino a circa 0,05 g/kg;
  • illuminazione interna: LED, circa 500 lux;
  • alimentazione: 400 V ±10%, 3PH + N + T, 50 Hz;
  • potenza massima installata: circa 55 kW, oltre alla potenza disponibile per le prese elettriche;
  • controllo: touch panel e PLC con logica PID;
  • registrazione dati: file CSV esportabili tramite USB;
  • supervisione: Ethernet e VNC Viewer.

Risultato

Il progetto ha permesso all’Università di Bologna di disporre di un ambiente di ricerca a bassissima umidità, progettato per mantenere stabilmente un dew point di −40 °C e condizioni controllate durante le attività sperimentali.

L’integrazione di precamera, sistema di essiccazione a rotore, distribuzione dell’aria microforata, sovrapressione controllata e predisposizioni per glove box e manipolazione di campioni consente di gestire in modo flessibile attività su materiali sensibili all’umidità, mantenendo continuità e stabilità delle condizioni ambientali.

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