DOT DROGON Dry Room Custom da 91 m³ per ENEA

12 febbraio 2026

Ambiente a bassissima umidità con dew point fino a −60 °C per attività di ricerca e sperimentazione avanzata

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Il Disgelo ha progettato per ENEA una DOT DROGON Dry Room custom da circa 91 m³, destinata ad attività di ricerca che richiedono condizioni termoigrometriche estremamente controllate e livelli di umidità molto bassi.

La soluzione è stata sviluppata per mantenere una temperatura interna compresa tra +23 °C e +25 °C, con dew point fino a −45 °C in presenza di due operatori e fino a −60 °C a camera vuota, integrando struttura coibentata, trattamento aria dedicato, distribuzione mediante canali microforati e predisposizioni specifiche per attività su materiali sensibili all’umidità.

Soluzione sviluppata

La Dry Room è realizzata mediante pannelli prefabbricati modulari sandwich con isolamento in poliuretano espanso ad alta densità e spessore di circa 100 mm, con rivestimento in lamiera zincata preverniciata.

La struttura integra una precamera con doppio accesso, più un ulteriore collegamento verso la zona magazzino, così da gestire in modo controllato il transito di operatori, materiali e attrezzature.

La zona con dew point controllato è inoltre dotata di pavimento resinato con funzione di barriera al vapore, requisito fondamentale per mantenere le prestazioni igrometriche richieste.

Il trattamento dell’aria è collegato a un sistema di essiccazione entalpico e utilizza una distribuzione mediante canali microforati, progettati per ottenere una diffusione omogenea dell’aria all’interno del volume utile.

La soluzione è stata sviluppata per garantire:

  • ambiente Dry Room custom da circa 91 m³;
  • temperatura controllata tra +23 °C e +25 °C;
  • dew point fino a −45 °C con due persone presenti;
  • dew point fino a −60 °C a camera vuota;
  • gestione di una zona operativa di circa 26 m² a bassissima umidità;
  • precamera dedicata per accesso controllato;
  • distribuzione uniforme dell’aria mediante canali microforati;
  • pavimentazione resinata come barriera al vapore;
  • struttura modulare ad alto isolamento;
  • integrazione con sistema di essiccazione entalpico;
  • sistema frigorifero dedicato al pre-cooling e post-cooling dell’essiccatore;
  • possibilità di installazione remota del gruppo frigorifero;
  • predisposizioni per gas tecnici;
  • monitoraggio dell’ossigeno;
  • controllo della pressione differenziale;
  • estrazione di emergenza;
  • glove box dedicata per attività a bassissimo dew point;
  • registrazione e supervisione dei parametri tramite CliMaLogic®;
  • collegamento Ethernet, VNC Viewer e Modbus TCP/IP.

Dati tecnici principali

  • cliente: ENEA;
  • modello: DOT DROGON DRY ROOM;
  • volume utile: circa 91 m³;
  • dimensioni interne utili: circa 7795 × 4600/5880 × 2400 mm;
  • dimensioni esterne: circa 9325 × 4800/6100 × 2500 mm;
  • temperatura operativa: +23 °C ÷ +25 °C;
  • stabilità temperatura: ±1 °C;
  • massima dissipazione ammessa a +23 °C: circa 4 kW;
  • dew point con due operatori: fino a −45 °C;
  • dew point a camera vuota: fino a −60 °C;
  • numero massimo di persone nella zona controllata: 2;
  • superficie zona a dew point controllato: circa 26 m²;
  • peso indicativo: circa 3500 kg;
  • rumorosità: circa 73 dB(A) a 1 m;
  • isolamento: poliuretano espanso, spessore circa 100 mm;
  • densità isolamento: circa 40/42 kg/m³;
  • reazione al fuoco pannelli: classificazione B-s2,d0;
  • porte precamera: circa 1100 × 2000 mm;
  • finestre di ispezione: configurazioni fino a 2000 × 1000 mm;
  • pavimento: resinato con funzione di barriera al vapore;
  • refrigerante: R449A;
  • compressore: semi-ermetico Dorin;
  • condensazione: ad aria, con possibilità di installazione remota;
  • diffusione aria: canali microforati;
  • controllo: PLC con software CliMaLogic®;
  • programmazione: fino a 500 programmi da 20 step;
  • registrazione dati: esportazione CSV via USB;
  • connettività: Ethernet, VNC Viewer e Modbus TCP/IP.

Integrazioni e sicurezza

La configurazione comprende una serie di accessori sviluppati per le specifiche esigenze del laboratorio:

  • glove box per manipolazione di materiali in atmosfera a bassissima umidità;
  • dew point localizzato fino a −60 °C all’interno della glove box;
  • cappa mobile di aspirazione;
  • quattro passaggi laterali da 80 mm;
  • resinatura del pavimento;
  • estrattore di emergenza ATEX;
  • valvole di intercettazione dei canali aria;
  • sensore di pressione differenziale;
  • tre connessioni rapide a tenuta per gas tecnici;
  • sensore di ossigeno;
  • predisposizioni per gestione e supervisione remota.

Risultato

Il progetto consente a ENEA di disporre di una Dry Room di grandi dimensioni progettata per lavorare a dew point estremamente bassi, mantenendo condizioni controllate anche in presenza di operatori all’interno dell’ambiente.

La combinazione di volume utile di circa 91 m³, dew point fino a −60 °C, precamera, barriera al vapore, distribuzione dell’aria microforata e glove box dedicata rende la soluzione adatta ad attività sperimentali avanzate su materiali e componenti particolarmente sensibili all’umidità, con elevata flessibilità di utilizzo e integrazione con i sistemi di laboratorio.

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